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LETTURE CRITICHE

L’emozione senza filtro. Sguardi e linguaggi non verbali in Patrizia Balzamo Testo critico di Elena Gradini, 2016

Per quanto sembri strano, non sospettò mai la verità; questa lo illuminò di colpo. Comprese che non poteva ricordare le forme, i suoni e i colori dei sogni; non c’erano forme, colori né suoni, e non erano sogni.
(Jorge Luis Borges – Non erano sogni)

Il saper osservare è antica e lontanissima disciplina giunta a noi dalle culture orientali, quelle che attraverso la meditazione e la pazienza del saggio giungono alla verità, la verità senza filtri né condizionamenti. La matrice che anima ciascuna delle opere dell’artista Patrizia Balzamo sembra in certo modo aver ereditato tale insegnamento; quello di saper guardare il mondo in cui viviamo e del quale ci nutriamo senza filtri visivi, pregiudizi, consigli fuorvianti. Saper vedere attraverso innesca nell’artista un procedimento critico per riduzione, che libera persone e mondi dalle incrostazioni superflue del quotidiano e rivela le cose quali esse sono; sguardi, emozioni, trionfi di colore, sentimenti particolari e contingenti dell’animo, catturati nell’effimero del momento.

La descrizione di un attimo trasmette il preciso tranches de vie che si sta consumando, ove la persona non è nemmeno più soggetto attivo dell’opera, quanto piuttosto lo strumento attraverso cui il pensiero creativo della Balzamo di manifesta. Istanti rimanda ad un contesto non precisamente definito, alla semplice casualità di aver incontrato nel proprio cammino fisico e mentale qualcosa o qualcuno. Di averlo infine interiorizzato attraverso lo sguardo muto della mente e dei sentimenti, che, si sa, sono la più potente forma di comunicazione non verbale che ci avvicina al vero, poiché l’uomo è forma e sostanza insieme, convenzione ed istinto. Questo complesso coacervo di affetti  convive nelle opere di Patrizia Balzamo e si dipana sulla tela seguendo dei percorsi netti che abbracciano il colore, sempre importante e vibratile, l’io introspettivo, l’affascinante e criptico linguaggio del corpo, l’individuo e la società che lo circonda. Ciascuna di queste situazioni coabita con il doppio, la realtà parallela tra l’universo che sta oltre la griglia e lo spazio mentale – inconscio e proibito – dell’artista che adotta uno slittamento temporale così da proiettare l’evento già nel ricordo, nel mondo dei sogni, dai bordi sfumati ed indefinibili. Così Non ascolto e Distacco mostrano un’assonanza di corpi ed emozioni che si accumulano e si accentuano grazie al colore, elemento che sempre in misura più o meno consapevole accompagna le fasi della nostra esistenza – e lo sguardo diviene assordante o negato all’interno di una situazione sempre al limite tra la sfera pubblica e quella privata, in un continuo slittamento che trasla l’io dal noi come massa compatta e indistinta.

Nelle sue opere l’artista lavora per accumulazione di esperienze ed oggetti. Così facendo sottrae l’istante dalla banalità del quotidiano e mediante  l’inserimento dell’elemento in più va a costruire il suo personale evento visivo fuori dal reale, come se per ogni situazione si  servisse di un campionario immaginario per la ricerca di un altrove dal quale attingere sempre nuovi paragoni, nuove adduzioni o riduzioni. Da queste situazioni-limite crea la sua storia personale e arriva all’anima di chi la osserva. Con la sua pittura fresca Non più diviene parola negata che inquieta e fa riflettere mentre Libertà spalanca uno scenario aperto a chiavi di lettura e di orizzonti possibili, moderni e infiniti. Tante sono le sensibilità dell’animo umano.

 


Giorgio Palumbi, testo critico per la Biennale di Spoleto, 2014

Matrice concettuale ed operativa nettamente espressionista quella dell’Artista che si sostanzia in opere intense dal sapore intellettualistico assai spiccato, in una decisa ed originale ricontestualizzazione e ripensamento di stilemi formali, spaziali e cromatismi connaturati ad un substrato culturale riconducibile in linea di principio cronologico\geografica all’Espressionismo Tedesco e Francese all’inizio del XX secolo, all’interno del fervente e stimolante  panorama pragmatico dall’acuto sperimentalismo e dalla volontà innovativa. Forme definite e riconoscibili, quelle della Pittrice, che si trasformano in pure essenze di colore e si dispiegano in  studiate composizioni volte a veicolare messaggi intimi e profondi comunicando le sensazioni vissute dalla propria interiorità e dai luoghi sotterranei della memoria, in una pletora espressiva rivolta attraverso volumetrie nette ed accentuate, da linee marcate e sentimenti formali  che vitalizzano figurazioni che si protendono verso una ricerca del reale mediante  l’artificio e lo stupore, suffragati dalla sua linea volitiva che percorre forme da tratti marcati.

Pennellata corposa e vibrante, quella di Patrizia Balzamo, che cristallizza le volumetrie statuarie ed al contempo sinuose e fluttuanti nello spazio, facendole dialogare appassionatamente con pigmenti cromatici accesi e brillanti, con il calibrato utilizzo dei rapporti tonali tra i colori caldi del vermiglione e del carminio in perfetta e dosata antinomia con i colori freddi dell’azzurro, del Blu di Prusssia, del violetto, in un panegirico di essenze cromatiche che sostanziano le forme e le convertono in autentiche macchie di colore solide e assolutamente realistiche.

Capacità indubbia e mente intuitiva, la sua, nel vivacizzare figurazioni dalle fattezze ricercate ed eleganti incardinandole in composizioni affascinanti, intrise di stupore onirico, simbolico e visionario, a vantaggio dell’emotività e dell’immaginazione, per cogliere materializzare sentimenti incuneati nella coscienza e nell’infinito del proprio sé alla strenua ricerca di una verità e dell’essenza nucleare delle cose. Trasfigurazioni, quelle di Patrizia Balzamo, che trascendono la materia per sublimarsi in puro spirito, in un volere raggiungere il cuore della sostanza, l’anima della forma, quell’“Aura” sublime che attraverso il gesto artistico e creativo illumina e plasma la materia fino a tramutarla in ideale contenuto, attraverso un significativo ed incessante “motus” perpetuo dall’interno verso l’esterno (e viceversa) proiettandola verso l’infinito e un oltre dentro di sé intraveduto.

 


Gilles Fallot, testo in catalogo Attraverso, 2011

Patrizia Balzamo peint surtout des portraits, des personnes qui semblent les habitants d’un monde intense dont ils ont du mal à émerger . En  arrière fond de ces portraits, Patrizia Balzamo peint des paysages quelque peu inquiétants, en même temps banals et différents, à la confluence de deux possibilités, deux univers qui peuvent se transformer en conte de fée ou en Distants, les personnages de Patrizia Balzamo ne nous aideront pas à franchir les limites de leur univers, ils sont trop pris dans leur rêve et c’est nous qui allons vers eux, curieux et un peu inquiets car  nous ne savons pas d’avance si leur monde est poli ou rugueux, doux ou excessif, paisible ou passionnel. Les portes de l’art ne s’ouvrent pas sans risque ni étonnement. De l’autre coté se trouve le charme.

(Patrizia Balzamo dipinge soprattutto dei ritratti, delle persone che sembrano gli abitanti di un mondo intenso che fatica ad emergere; dietro ai ritratti, dipinge dei paesaggi, confluenza di due possibilità, due universi che possono trasformarsi in un racconto di favola o in angoscia. Distanti, i personaggi di Patrizia Balzamo non ci aiuteranno a rompere i limiti del loro universo, sono troppo presi nel loro sogno e noi andiamo verso di loro curiosi e un po’ inquieti poiché non sappiamo se il loro mondo è gentile o ruvido, dolce o eccessivo, calmo o passionale. Le porte dell’arte non si aprono senza rischio ne stupore… ma è dall’altra parte che si trova il fascino).

I personaggi della pittrice Patrizia Balzamo sono di razza felina. Si degnano di mostrarsi ma mai accettano il minimo compromesso. Non è arroganza da parte loro, è semplicemente la loro natura. Infatti nella natura non ci sono né  “no” né “forse”; ci sono diverse specie… e solo questo! Dunque nelle sue tele la pittrice Patrizia Balzamo trasmette la sua personalità solitaria e solare, dolce e dura, drammatica e gioiosa, felice fino alle lacrime senza compromessi come i felini. D’altra parte la vita è un insieme di gioie, dolori, tristezze…. un insieme di emozioni.